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Veneto . Iniziamo dalla famosa “polenta e baccalà” vicentina ma anche tagliata a fette e abbrustolata sul fuoco in abbinamento con la Sopressa o con il formaggio Asiago. Gli “gnoch de polenta” conditi con burro e salvia si preparano con la polenta fredda avanzata, sminuzzata e impastata con un cucchiaio di farina bianca e immersa a
palline in acqua bollente salata. La “pulentina” o “polentina del Comelico” (Belluno) è una polenta tenera, alternata nella pentola a strati di ricotta grattugiata e panna e cosparsa di burro ben fuso e dorato.
Friuli . Polenta pasticciata ricoperta da varie carni ( maiale, piccione, castrato etc. ) In abbinamento con il famoso “Frico” formaggio di malga cotto.
Trentino . “Polenta Carbonera” preparata aggiungendo all’impasto tre tipi di formaggio (due a pasta dura e uno poco stagionato) , salame, cipolla, sale, pepe e burro.
Valsugana . A seconda delle stagioni con accompagnamenti diversi. Con il formaggio Fritto e la Tosella, con i funghi porcini (brise), con i crauti e con le verze, oppure con la carne affumicata e luganeghe.
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Valtellina . Polenta bigia, preparata con farina di grano saraceno. Polenta “in fiur”, cucinata nella panna invece che nell’acqua, ed infine la nota “Polenta Taragna” che comporta l’aggiunta corposa di burro e formaggio.
Bergamasco . Polenta “uncia” con burro e formaggio.Polenta “chissola” a formadi palla, ripiena di stracchino o Taleggio. Polenta “buida” (bocconi di polenta messi nel latte che bolle nel paiolo). |
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Valli piemontesi . La polenta viene servita con un misto di “acetosella”, burro e tuorlo d’uovo . La versione del Monferrato è con fontina, acciughe e pomodori.
Ascoli Piceno . Qui la polenta si sposa con le lumache , altro alimento “povero” a rievocare la frugalità delle mense contadine e paesane.
Latina . Polenta in abbinamento con sugo alle salsicce e olio di oliva .
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