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RUBRICA: "La Voce del Padrone: registrazioni amatoriali del nostro tempo"

" NON FAR SAPER...."

La notizia in questi giorni che un tredicenne statunitense ha
raggiunto la cima dell' Everest ( 8.850 m.) , la montagna più alta del
mondo, diventando il più giovane scalatore ad averne conquistato la
cima, ha forse dato conferma alla tesi dello scalatore Reinhold Messner,
il primo uomo ad avere scalato tutte le quattordici vette oltre gli
ottomila metri, tesi per cui con il progresso tecnologico dei materiali
e  l'appoggio di numerosi accompagnatori o sherpa che preparano
tutta la via alla vetta con corde fisse e non,  l'arrampicata di
un ottomila si sarebbe ridotta da impresa titanica a poco più di una
impegnativa via ferrata nelle dolomiti... Molti aspiranti suicidi si
aspettano attirati dalla prevista facilità dell'impresa. L'impresa del giovane
americano ha gettato nel panico i numerosi scalatori uomini e donne di
ogni continente che hanno fatto del raggiungimento di tutte le 14 vette
il loro unico scopo bulimico. Anche molti scalatori italiani sono stati
contagiati da tale moda-passione. Passione però che comporta
oneri economici ingentissimi però top-secret da parte di tutto il
movimento. Lo stesso C.A.I., Club Alpino Italiano si guarda bene
da dare notizie precise in materia. Io, da socio quasi trentennale
iscritto nella sezione di San Donà di Piave, regolarmente ricevo le
sue pubblicazioni, "La Rivista" e "Lo Scarpone". In tutti questi
anni ho letto in queste due riviste, servizi e notizie sul mondo della
montagna di ogni genere ma mai un articolo che renda a conoscienza
noi poveri e semplici escursionisti della montagna dei costi delle
varie spedizioni sui famosi e ricercatissimi "8.000 m". In questi
ultimi vent'anni i servizi sulle varie spedizioni sugli 8.000 si è
impennato vertiginosamente. Direi pure che in queste due riviste,
il loro spazio è diventato sempre più invadente. Si celebrano
exploit di qua ed exploit di là, si parla di rispetto della natura del
posto e delle popolazioni e mai di quanto costa in "soldoni" ottenere
l'agognato permesso per salire queste cattedrali da parte degli
stati dove s'innalzano tali monumenti della natuta. In me è forte il
sospetto che se la ordinary people, la gente comune, venisse a
conoscienza di tale tariffario e di cosa costa una di queste
spedizioni, forse guarderebbe con meno poesia i vari conquistadores
degli ottomila e rivaluterebbe solo la lotta con l'Alpe nobile e utile
come un'arte visto l'enormità di denaro che potrebbe sì aiutare
quelle popolazioni così povere e martoriate...
Inoltre considero che la conquista di un 8.000 risulti dall'unione di
esperienza, preparazione fisica e tanta ma tanta fortuna nell'individuare
le condizioni climatiche giuste per arrivare sulla cima. Non ho mai
pensato che grandi scalatori del passato come l'italiano Renato Casarotto
morto in un crepaccio del K2 o il polacco Jerzy Kukuczka, il secondo
uomo ad aver scalato tutti i quattordici e morto nella ascesa del Lhotse ,
fossero meno bravi dei vari Messner, Mondinelli, Meroi etc. etc. ma
solo meno fortunati. A quelle altezze e in quelle condizioni è come
andare in autostrada in contomano. Non è che se nessuno ti viene
adosso sei bravo mentre se ti centrano eri impreparato...
E' incoscienza in entambi i casi !

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