RUBRICA: "La Voce del Padrone: registrazioni amatoriali del nostro
tempo"
"L'URLO
DELLA STRADA"
In questo primo Dicembre, sono bastati
due-tre giorni di blocco dei trasporti da parte degli autotrasportatori
per mettere in ginocchio un intero paese. All'improvviso gli italiani
si sono accorti quanto il trasporto su gomma condizioni la loro vita .
Più che negli altri paesi dell'europa comunitaria dove si sono
sviluppate anche altre forme di trasporto ( ferroviario in primis,
fluviale etc. etc. ) in Italia il trasporto su gomma la fa da
padrone...
Il governo questo doveva saperlo e di fronte alle ( legittime ndr )
richieste da parte delle categorie degli autotrasportatori doveva
pensarci bene prima di rifiutarle in toto e di andare al muro contro
muro. Continuando con il fermo stradale la loro protesta, gli
autotrasportatori hanno così messo allo scoperto una società che
all'improvviso si è sentita fisicamente e moralmente "nuda". La paura
di rimanere senza scorte alimentari ( neanche fossimo in tempo di
guerra) ha dato il via all'assalto ai supermercati. Scorte alimentari
che in altri tempi ( penso agli anni dei miei genitori : gli anni
'40-'50-'60 ) avrebbero sfamato popolazioni abituate alla frugalità
dalle difficoltà economiche per decine di mesi, si sono volatizzate in
pochi ore . Così è stato anche per benzina e gasolio. Paradossalmente
per i carburanti è stato ancora peggio che per gli alimentari.
Consapevoli che ormai di fame non muore in Italia quasi più nessuno,
tutti ci siamo ritrovati coinvolti nella caccia al tesoro dove il
premio era trovare il distributore aperto con ancora del carburante
disponibile.
E' sì perchè ormai senza benzina o gasolio non possiamo più vivere,
costasse anche il doppio o il triplo del prezzo già assurdo che siamo
costretti a pagare oggi alla pompa di qualsiasi stazione di servizio.
Questa dipendenza quasi tossicologica è ben nota ai nostri governanti
che infatti si guardano bene dal togliere parte di quelle accise
assurde e anacronistiche che contribuiscono a far sì che il costo del
carburante in Italia sia il più alto in europaland. Questo fatto si
inserisce a ragione come una delle motivazioni principali della
protesta dei camionisti aderenti alle associazioni dell'autotrasporto.
Vi sembra possibile che fra le famose accise che fanno lievitare il
prezzo dei carburanti ci sia ancora l'accisa per la frana del Vajont ( 1963
! ) ,per la ricostruzione in seguito al terremoto del
Belice e del Friuli ( 1968-1976 !! )?
Queste accise gridano vendetta perchè ingiuste se applicate ancora dopo
trenta-quarant'anni dall'evento, allo solo scopo di rastrellare per
sperperare soldi un pò come gli anacronistici privilegi delle regioni a
statuto speciale che tante polemiche hanno suscitato in questi ultimi
mesi nelle regioni confinanti a queste e che dopo sessant'anni dalla
fine della guerra e con l'europa unita non hanno più ragione di
esistere . Ma ormai da qualsiasi governo che si insedia in Italia,
l'automobilista è visto come una vacca da mungere in eterno e così il
prezzo dei carburanti non diminuisce insieme a tutti i balzelli che
gravitano sulla nostra auto: assicurazione, tassa di proprietà, bollino
blu, revisioni periodiche ,costi manutenzione ,pedaggi autostradali ,
costi pargheggi etc etc. Le voci appena riportate chiaramente si
amplificano per chi fa del trasporto su gomma il proprio lavoro come i
camionisti. Se poi in un mercato aperto come quello dell'autotrasporto
su gomma o su strada si inseriscono soggetti come ad esempio gli
autotrasportatori dei paesi dell'est che possono praticare tariffe
lavorative inferiori perchè hanno costi d'esercizio di gran lunga
inferiori ( vedi costo carburante, costo orario/autista, etc etc )
creando concorrenza sleale, ecco che il mercato diventa una polveriera
pronta a scoppiare...
Negli anni settanta la pubblicità di una nota marca di carburanti
diceva che con quella benzina mettevi un tigre nel motore. Oggigiorno
esasperata la tigre si è trasferita dal motore al posto di guida pronta
ad urlare per l'esasperazione...
Dicembre 2007