RUBRICA: "La Voce del Padrone: registrazioni amatoriali del nostro
tempo"
"SI
VIS PACEM PARA BELLUM"
Se vuoi la pace devi prepararti a
difenderla anche con la guerra! Questo in sostanza
volevano dire i Romani duemila anni orsono... Oggi entrati nel terzo
millennio poche
cose sono cambiate e questa massima è più che mai d'attualità. L'utopia
della pace
portata avanti con la non violenza, con le marce pacifiche, con i
movimenti stile arco-
baleno, no-global etc. etc. trova il suo successo solo nella nostra
civiltà occidentale
dove una democrazia consolidata unita ad una libertà d'opinione e ad un
raggiunto
benessere economico è stata ottenuta dopo molti secoli di
lotte. Questa nostra è una
civiltà rilassata, "molliccia" che in quanto tale non ha
saputo rivitalizzarsi e quindi contiene
in fieri al suo interno già i virus che possono minacciarne
l'esistenza. Abbiamo confuso
il rinnegare le nostre tradizioni, le nostre radici cristiane lunghe
più di due millenni d'anni
con un concetto sbagliato di tolleranza. Così facendo senza più radici
ci siamo incamminati
verso una pericolosa terra di mezzo dove non sappiamo più chi siamo e
dove andiamo.
Historia docet ! L'impero Romano fu in grado di dominare il mondo
quando i suoi costumi,
mores, erano vitali. Grazie all'apporto militare anche le arti
trovarono il loro periodo di
massimo splendore. Una volta venuto meno il concetto di civiltà , con
il rilassamento dei
costumi,anche l'impero colassò di fronte alle invasioni di popolazioni
barbariche più
agguerrite. Fu così anche anche per la civiltà cristiana che con i
Turchi alle porte di Vienna
nel millecinquecento riuscì con uno scatto d'orgoglio nella battaglia
di Lepanto a sconfiggere
gli invasori musulmani. Ma tale invasione musulmana era solo rinviata
di qualche secolo.
L'Europa del nostro millennio o forse meglio dire l'Eurabia come ben
diceva
la scrittrice fiorentina Oriana Fallaci non solo non ricorda più il
proprio passato ma si
lascia violentare con consapevole indifferenza. In virtù di non so
quale sacro principio
di laicità ,rinnega le proprie radici cristiane e quindi secoli e
secoli di incomparabile
bellezza morale ed artistica ( basti pensare a tutte le opere con
soggetto religioso :
Michelangelo, Leonardo etc. etc. ) . Permettiamo giustamente
a chi viene da noi di
professare il proprio credo religioso e di costruire i propri edifici
di culto e non importa se
non esiste il concetto di reciprocità ossia che un cristiano possa
esercitare la propria
religione nei loro paesi senza essere minacciato e quanto a costruire
delle chiese meglio
non parlarne... Ma le nostre "anime belle" ribadiscono che che ciò è
sinonimo di civiltà,
così da noi una marcia contro qualcuno o qualcosa non si nega ad
alcuno. Vadano in
casa dei fondamentalisti musulmani o dei cinesi a sfilare per i diritti
umani . Vedrai che
divertimento ...?! Ma si sa è facile essere forte con i
deboli e deboli con i forti.
In conclusione quello che si auspica non è sicuramente uno stato di
allarme continuo
o una pace fondata sull'uso delle armi ma un atteggiamento fermo e
risoluto nell'affermare
che chi viene da noi deve accettare le nostre leggi e rispettare
reciprocamente le
proprie tradizioni. Solo così sarà possibile una reale integrazione
come è
successo per tutti gli italiani emigrati all'estero e non una
ghettizzazione pronta ad
esplodere come sta avvenendo in quasi tutte le grandi città europee.
Buona Pasqua !
Marzo 2008